La calza elastica terapeutica permette al paziente di monitorare la malattia nel lungo periodo. Permette inoltre di mantenere l’arto sgonfio e evitare l’indurimento fibrotico tipico degli stadi avanzati.

La calza elastica terapeutica  è indispensabile per il mantenimento di una corretta terapia linfologica e deve essere possibilmente fatta su misura al paziente.

Per terapia elastocompressiva si intende l’applicazione di una compressione esterna su di un arto per mezzo di materiali di diversa natura al fine di prevenire e curare la malattia del sistema veno-linfatico . Per il mantenimento dei risultati, la letteratura nazionale e le linee guida nazionali ed internazionali, suggeriscono che è indispensabile l’utilizzo di indumento elastico definitivo di tipo standard o su misura.

La calza elastica va messa tutto il giorno, a gamba sgonfia alla mattina. Va tolta quando si va a letto o si sta a riposo. La compressione della calza elastica ha il suo effetto soprattutto quando c’è movimento dell’arto (camminata).

 

 

La terapia elasto-compressiva è ritenuta così importante che lo European Committee for Standardization, fondato nel 1961 nell’ambito della UE, ha stabilito norme con lo scopo di uniformare la compressione elastica nei vari paesi membri

I meccanismi di azione e le conseguenze cliniche della terapia compressiva possono essere riassunti in:

Azione sul sistema venoso- linfatico superficiale e profondo

Azione sul volume ematico

Azione sui tessuti

Azione sul comportamento microvascolare tissutale

Azione sul trombo venoso

Le più importanti proprietà delle bende e della calza elastica (detta anche tutore elastocompressivo) sono rappresentate dall’elasticità e dalla estensibilità o allungamento. La elasticità definisce la capacità del materiale di tornare alla lunghezza originaria quando viene a cessare la forza traente.

La forza richiesta per ottenere un allungamento specifico indica la potenza: tale parametro è determinante nella definizione della pressione esercitata dal bendaggio a una estensione fissata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La trasmissione della pressione varia sia in condizioni di staticità (in posizione supina o in piedi) sia di movimento.

  • Pressione di riposo:  Agisce quando l’arto è a riposo, con conseguente diminuzione del tono muscolare. È determinata dalle caratteristiche di elasticità proprie della benda: più estensibile è la benda, maggiore è la pressione di riposo. È una pressione statica  viene misurata sull’arto in posizione supina.
  • Pressione standing
  • Pressione di lavoro:  Risulta dalla resistenza che la benda oppone alla espansione dei muscoli al momento della loro contrazione. Viene misurata nell’arto in movimento. Meno estensibile è la benda, più elevata è la pressione di lavoro. È una pressione intermittente elevata e coincide con le singole contrazioni muscolari.
  • La calza elastica terapeutica su misura, deve essere sempre prescritta quando le circonferenze dell’arto sono al di fuori delle misure standard.

Nella maggioranza dei casi il modello calza elastica terapeutica a gambaletto è sufficiente per ottenere il risultato terapeutico.

La sovrapposizione della calza elastica terapeutica di prima classe, detta calza elastica terapeutica K1, è consigliata per migliorare la compliance quando si vogliano raggiungere alte pressioni in soggetti con scarsa capacità ad indossare calze elastiche terapeutiche di classe elevata (ad esempio 2a-3a classe, denominata calza elastica terapeutica K2 o K3).