La diagnosi del linfedema è necessaria a stabilire l’effettiva presenza della malattia. La visita linfologica non ha una durata standard ma si adegua alla problematica del paziente e alla sua storia.
Durante la diagnosi del linfedema, sarà appurata la natura della malattia del paziente. Questo sarà sottoposto a linfoscintigrafia, cioè l’esame gold standard dove vengono studiati i collettori linfatici per capire come intervenire sia come terapia decongestiva riabilitativa, sia come intervento chirurgico di microchirurgia o supermicrochirurgia.

Se il paziente non ha mai avuto diagnosi di linfedema, si procede al riconoscimento del linfedema attraverso i segni che lo contraddistinguono. L’ecografia servirà a dare un primo quadro clinico sull’accumulo dei liquidi e sul malfunzionamento linfatico.

 

Come si riconosce un linfedema?
Segni del linfedema allo stadio iniziale:

Il lago linfatico davanti alle dita del piede

Il segno di stemmer

La proliferazione tissutale iniziale retromalleolare

 

Anamnesi:

Esordio della malattia

Fattori scatenanti

Dolore

Terapie precedenti

Ereditarietà

Cicatrizzazione corretta

Tendenze generali all’edema

Erisipela (linfangite)

Ischemia

 

Ispezione:

Localizzazione dell’edema

Colore

Superficie della pelle

Cicatrici

Rete venosa

Deformazioni ortopediche

Palpazione:

Consistenza

Fibrosclerosi localizzata , generale

Segno di Stemmer e sarcoma di Kaposi

Linfonodi regionali

Dolore alla pressione

Modi per oggettivare il linfedema

Circonferenza

Pletismografia

Perometro

Fotografie

Consistenza

Alterazione della pelle